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San Vittorino e la leggenda del “Drago di Cotilia”

La storia

L’ampia pianura che si apre, a forma di mezzaluna, ad oriente di Cittaducale è stata per millenni una delle sedi naturali dei miti universali legati ai fenomeni dello sprofondamento del suolo. Memorie di leggende tramandate da testi classici latini e documenti medievali parlano di laghi, isole galleggianti e città favolose che appaiono e scompaiono all’improvviso.

La città di Cotilia

Il mito della Città di Cotilia è legato strettamente a quello dell’omonimo lago (oggi Lago di Paterno), celebratissimo nell’antichità, considerato da Varrone il centro culturale delle antiche popolazioni italiche. Di Cotilia hanno riferito gli studiosi antiquari di ogni epoca, tentando faticosamente di individuare le tracce. Di essa rimane il toponimo a indicare un’area abbastanza vasta nei pressi dei resti delle cosiddette Terme di Tito. Sebastiano Marchesi, nella sua storia cinquecentesca di Cittaducale, immagina Cotilia come un’antica città ornata di vaghissimi teatri, di stupendi archi, di profondi acquedotti, di suntuose fabbriche”. Secondo la tradizione, da lui stesso riferita, sarebbe sprofondata per uno spaventoso terremoto che l’avrebbe inghiottita completamente, cancellandone ogni traccia. Oggi potremmo considerare Cotilia, l’Atlantide di casa nostra. 

La piana di San Vittorino e la leggenda del Drago di Cotilia

La piana, intitolata a San Vittorino martire, con i suoi “spiriti sotterranei”, i suoi tremori, i suoi miti primordiali sugli Aborigeni, si inserì naturalmente nel filone delle storie sui fenomeni naturali straordinari di memoria biblica, già ben consolidato dalle leggende e dalla paura. Il lago, immaginato sulle rovine dell’antica città, sprofondata a causa dei misfatti dei suoi abitanti, risultò infestato da un orribile drago gigantesco, che si dette a devastare la zona e a rendere l’aria pestifera con le esalazioni delle sue fauci. Solo l’intervento eroico di Erasmo, santo vescovo di Campania, chiamato dalle popolazioni del luogo, riuscì a riportare ordine e tranquillità, immobilizzando per sempre il mostro nelle viscere della terra, che però ancora trema per i suoi sussulti. Di Erasmo “bonificatore” restano tracce toponomastiche; dell’evoluzione dello straordinario paesaggio del territorio di Cotilia si possono osservare i segni mirabili, dalle ere geologiche del passato alle bonifiche succedutesi nei secoli, fino alla grande bonifica reatina, che ha compreso l’intera Piana di San Vittorino, e costituisce il filo rosso di tutta la storia della Sabina e del Reatino, dall’epoca romana ai nostri giorni 

La piana di San Vittorino rappresenta un luogo affascinante sia dal punto di vista naturale che da quello storico, ma proprio a causa di queste particolarità geologiche è un territorio che va tenuto sotto controllo perché è una zona potenzialmente interessata da nuovi sprofondamenti e quindi da sorvegliare attentamente.

Fonti: Le Terme di Tito ( Archeologie d’acqua in Sabina Castel San’Angelo – Rieti)

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